La pittura di Rebeca Lucas

“Il percorso artistico con lontani riferimenti biologico-naturalistici è l’espressione pittorica di Rebeca Lucas. L’artista usa tonalità che tendono alla malinconia, con scoppi di rosso che fanno pensare al dolore. Le geometrie sfumate, cupe e dolenti, lasciano intravedere squarci di colore luminoso e vitale. Le forme e le tonalità biologiche con valenze quasi tattili, formate da larghe campiture di colore sobrio e raffinato, sono spesso contornate da linee scure indicative di una sensibilità drammatica e sofferta. La pittura acrilica, così spesso fredda e precisa, qui è usata sfumata e molto “pittorica”. Sono stata decisamente colpita dal messaggio psicologico di queste tele; mi auguro di incontrare ancora la giovane artista”

Franca Crema
critica d’arte


Il contenuto interiore nella forma-problema.

Atto esistenziale come autoliberazione.

La pittura di Rebeca Lucas è uno spettacolo stimolante per quella forma-problema in cui si esprime il contenuto della vita interiore. L'opera della pittrice, sottolinea una rinascita-esistenza da rappresentare, intenta a costruire una volontà oggettiva, e l'assoluto arbitrio soggettivo con cui
essa viene determinata sulla tela. E' questa spirale ad accumulare la forza della sembianza dell'esistenza, ineffabile suscitatrice di memorie consapevoli: ora essa è sostanza integra, diventa
"sopravvissuta". E' stato raggiunto il punto in cui la vita è segreto originario, più vasto e multiforme, più testimoniato vive al di là del presente concordato; c'è l'individuo costretto a trovare un centro interiore, a trovare propri meccanismi di autoconservazione, autoelevazione, autoliberazione.

Appare la sensibilità di Rebeca Lucas per le soluzioni scenografiche, che si riscontrano nelle determinazioni "interiorità nell'esteriorità". Le fisicità ordinarie sono costruite con incisivi,"sofferti" piani che risultano da impianti strati-colore; le immagini individuate sono attuate con la pennellata direzionale, circolare, lamellata, sfaccettata, animata da luci solidificate. La concentrazione luminosa, nelle avvertenze tattili dell'ambiente dipinto, addensa una visione istantanea, raccolta nel punto più emotivo, una rappresentazione la cui vicenda completa la liberazione dai limiti dell'io, emerge di lontano al suo momento culminante, costituisce la sua essenza più che la vita ordinaria abbandonando la vita periferica delle percezioni e degli avvenimenti abituali. La vita fisica suscita nella pittrice sensazioni infinite ed indefinite: voci che provengono da richiami, ricordi, analogie.
Una mobile fluidità di stati d'animo e di musiche, un procedimento evocativo a rendere impressioni e stati d'animo, pieni di sfumature e di penombre, che tendono ad un’espressione come atto esistenziale, cioè impegno e ricerca di una dimensione del vivere.

Il senso della realtà.
La composizione, come creazione ad opera di Rebeca Lucas, è, allo stesso tempo, incoscienza e coscienza, molteplice, eccitabile, raffinata, quanto la relativa sintesi di natura e libertà: un'antitesi all'arte di massa che, di tanto in tanto, si manifesta e s'incarna nella persona dell'artista come
organo vitale per conoscere la maggiore possibilità misura-essere umano. La composizione insolita, nella quale le determinazioni coscienza-simbolo- forma- colore si articolano l'una dall'altra in uno
spazio di relativa grande dimensione e di ampia risultanza, apre la via ad un tipo di composizione che, diventa tema strutturale di notevole importanza nella pittura di liberazione dai limiti dell'io.
Nella straordinaria soluzione tra spazio-conoscenza e spazio-coscienza, se l'enigma-realtà non può essere definito razionalmente e il mondo-cellula-corpo umano è l'ignoto, "sogno" poetico, mistero, non la scienza contemporanea, ma l'arte liberativa permette di recuperare il senso della realtà nelle opere di Rebeca Lucas.

Livio Garbuglia
critico d'arte