| La pittura di Patrizia
Lanciani
Testo
del critico d'arte Livio Garbuglia
Lo
spettacolo del colore-natura interpretato con poetica impetuosa.
La regina Cleopatra fissata nel suo pathos contemplativo e nella
sua suggestione indimenticabile.
La pittrice Patrizia Lanciani
idealizza ambienti e figure con la delicatezza del disegno, l’armoniosa
disposizione di corpi d’arte, di elementi paesaggistici campiti
in zone di puro colore. Tasselli cromatici diversi segnano il particolare
di una figura, di un volto, di un paesaggio naturalistico, eseguiti
con la fluida eleganza e l’apparente facilità che si
riscontrano nelle parti dell’opera. Lo spettacolo colore-natura
delle opere s’impone, non genericamente, ma come espressione
di un clima interiore: solare, oppure, interpretato con poetica
impetuosa da una soggettiva partecipazione dell’artista a
un’anima serena della natura, che si vuole trasmettere con
l’impulso del corpo-memoria-pathos allo spettatore. Le opere
realizzate con raffinata minuziosità, ma con nitida sintesi,
sfilano nell’ampio panorama di uno spazio sereno, secondo
un allineamento di sovrapposizioni scandite con precisione, ma nel
contempo variamente e sottilmente collegate dall’intersecarsi
di elementi coloristico-architettonici. Il volto di Cleopatra dai
grandi occhi marcati, partendo dalla naturale trasparenza della
materia e dalla sua moltiplicata filtrazione ed espansione di luci,
nel suo pathos contemplativo è di una suggestione indimenticabile.
La figura della regina imperiosa e insieme raffinata e sensuale,
è colta nell’atteggiamento in cui sono tradizionalmente
rappresentate le figure regali. L’opera Cleopatra è
un esempio raro e di eccezionale levatura, di una sottile e penetrante
sensibilità umana nell’accentuata individuazione, che
compone e fonda il personaggio umano della regina.
LIVIO
GARBUGLIA
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