“Raffinate alchimie pittoriche nella poetica di Kim Hye-Jin”

Sebbene molte giovane e con un excursus pittorico ancora breve,
Kim Hye-Jin è riuscita a definire una precisa sintassi formale.
Molto vicina alla sensibilità di William Hayter, la pittrice realizza schemi ad onde, a volte spezzate, a volte continue, con avvolgimenti concentrici, carichi di forza ipnotica, capaci di trasmettere il senso di un continuo divenire. Più ancora, con colate argentee, con cromatismi a contrasto, ed inserimenti materici e grafici disposti, solo apparentemente, in modo casuale, Kim realizza una lunga teoria di composizioni che, senza un inizio e una fine, narrano una storia oltre il tempo, caratterizzata da un’interpretabilità informale.
Sensibile a tutte le percezioni, con una operosità continua nella ricerca, Kim dà vita a figurazioni accattivanti negli accostamenti cromatici a volte carichi, incisivi, graffianti, a volte nebulosi ed evanescenti, in una conformità che ne definisce i contorni.
Anche gli accenti più vicini alla figura, inseriti all’interno di un’armonica complessività, creano un patos elegiaco che invitano l’osservatore a cogliere il senso di apertura e di liberazione.
Voler catalogare le raffinate alchimie pittoriche di Kim non è facile, poiché se il collocamento di base è nell’ambito dell’astratto, si evidenziano picchi circoscritti nel surreale per la profondità espressiva dei suoi dipinti che evocano un mondo fantastico, libero, fatto di intense vibrazioni ed emozioni.
Si è di fronte ad una multiforme creatività il cui discorso tonale genera continue sintesi suggestive, psicologicamente intuitive e materialmente forti: un gioco pittorico di ampio respiro.

Anny Baldissera

 
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